FAQ

DOMANDE FREQUENTI E FALSI MITI

1) SANITA’ E SICUREZZA

Lo stirene (il monomero da cui si ricava il polistirene espanso) viene fabbricato su scala industriale da oltre 60 anni ed è utilizzato per la produzione di un’ampia gamma di materie plastiche e gomme. Esso è presente anche in natura; lo si può infatti trovare in numerosi alimenti, fra cui fragole, fagioli, noci, birra, vino, semi di caffè e cannella. Le ricerche volte a identificare i possibili effetti cancerogeni dello stirene negli esseri umani hanno dato esito negativo. Studi di recente pubblicazione eseguiti su 500 operatori esposti per motivi di lavoro allo stirene per un periodo di 45 anni non hanno rilevato alcuna correlazione fra questo materiale e l’insorgenza di patologie cancerose. Le autorità governative europee e americane hanno stabilito che lo stirene non ha i requisiti per essere classificato “sostanza cancerogena”, e infatti esso non compare nell’elenco della direttiva CEE sulle sostanze pericolose (Dangerous Substances Directive).

2) IL POLISTIRENE ESPANSO E’ VIETATO IN GERMANIA O IN QUALCHE PARTE DEL MONDO?

No. L’imballaggio in polistirene espanso non è vietato in Germania o in altre parti del mondo. Sono state presentate molte critiche ingiuste sul programma di recupero in Germania e sulle sue applicazioni per le aziende che desiderano vendere i propri prodotti in questa nazione. Senza considerare quale tipo di imballaggio un produttore sceglie di utilizzare, egli dovrà pagare su quell’imballaggio un’imposta a sostegno del programma di gestione rifiuti tedesco. Si può agire in uno dei due modi seguenti:

IMBALLAGGI PER LA VENDITA.

La DSD ha stipulato dei contratti con un certo numero di società di raccolta per ritirare dalle abitazioni tutti i materiali da imballaggio per la vendita usati che portano il Green Spot obbligatorio. Una volta separato, l’EPS viene poi trasformato agli impianti di riciclo perchè sia nuovamente trattato.

IMBALLAGGI PER IL TRASPORTO/COMMERCIALE.

In Germania la maggior parte degli imballaggi in EPS viene utilizzata da aziende commerciali e industriali. In questo caso, il settore degli elettrodomestici e dell’altra fedeltà (insieme a una piccola quantità di altre industrie), ha incaricato società per la gestione dei rifiuti, di raccogliere una serie di prodotti da imballaggio da fonti appropriate. Tutto l’EPS raccolto viene poi inviato alle aziende che si impegnano di ritrasformarlo per scopi diversi.

3) IL POLISTIRENE ESPANSO PUO’ ESSERE RICICLATO?

Si. L’imballaggio in polistirene espanso può essere ed è riciclato in tutta l’Europa e in molte altre parti del mondo. Tuttavia, come per qualsiasi altro prodotto, non è ragionevole raccogliere gli imballaggi in EPS usati per il riciclo o recupero nel caso in cui venga utilizzata maggiore energia nel farlo rispetto a quella che si potrebbe realmente ottenere dal materiale usato.

Dobbiamo prestare molta attenzione a non sprecare piú risorse attraverso il riciclo di quelle che possiamo risparmiare. Da un punto di vista ecologico, le equazioni di risorse devono essere equilibrate.

Per il polistirene espanso, come per molti materiali da imballaggio, esiste già una serie di opzioni per la gestione dei rifiuti. Sebbene in Europa questo materiale sia usato a livelli differenti, tutte le opzioni vengono considerate sullo stesso piano.

Note come le 4 R, queste opzioni sono: Ridurre, Riutilizzare, Recuperare e Riciclare.

La discarica viene considerata come l’ultima risorsa per lo smaltimento. Ridurre: riduzione dell’uso di risorse naturali attraverso l’alleggerimento dei prodotti e gli sviluppi tecnici nella diminuzione dell’energia utilizzata durante la produzione. Riutilizzare: imballi in EPS o riutilizzo sotto forma diversa o modificata. Riciclare: rielaborazione in un processo produttivo dei materiali di scarto allo scopo originale o per altri scopi ma ad esclusione del recupero energetico. Recuperare: recupero del potere calorifico intrinseco attraverso l’incenerimento con recupero di calore/energia. Il potere calorifico dell’ EPS è maggiore rispetto a quello del carbone. Discarica: l’ultima possibilità accettabile poichè rappresenta un’opportunità mancata per recuperare risorse di valore. Qualora il materiale vada in discarica, l’EPS rimane inerte, è atossico, è inodore e assolutamente non biodegradabile; non contribuisce quindi all’inquinamento di acqua freatica o alle emissioni atmosferiche.

4) L’EPS RAPPRESENTA VERAMENTE UN PROBLEMA A LIVELLO RIFIUTI?

Poichè l’imballaggio in polistirene espanso consiste per il 98% di aria ed è spesso di colore bianco, è altamente visibile quando viene eliminato. Mentre questa visibilità è estremamente utile durante il processo di separazione e selezione, la successiva raccolta spesso genera confusione per quanto riguarda le quantità reali di EPS usato. La maggioranza dei beni di consumo imballati con EPS sono di grande valore, ad esempio televisori, attrezzature video e lavatrici. I clienti dell’industria dell’EPS hanno inoltre piú probabilità di trovare EPS fra i loro scarti in quanto utilizzato per l’imballo di oggetti e parti molto diffusi. A causa dello sviluppo dei mercati per prodotti riciclati e il conseguente aumento della richiesta di materiali usati, l’EPS acquista un valore sempre maggiore. Se l’imballaggio in EPS usato è pulito e disponibile in quantità sufficiente, raccoglierlo per un riciclo o recupero successivo può rivelarsi una pratica attuabile da un punto di vista ambientale ed economico. Nel caso in cui fosse necessario raccogliere il materiale usato, è possibile contattare l’Associazione Italiana Polistirene Espanso (AIPE) che vi fornirà informazioni sulla disponibilità di questo servizio. Nel caso in cui il riciclo meccanico non fosse perseguibile il recupero energetico può rappresentare un’ alternativa adeguata. Le nazioni con una forte impronta ambientale come la Svezia, la Danimarca e la Svizzera contano molto sul recupero energetico. In queste nazioni viene bruciata ogni anno un’elevata percentuale di tutti i materiali usati per produrre energia per il risarcimento e l’illuminazione.

5) L’IMPATTO AMBIENTALE NELLA PRODUZIONE DI IMBALLI IN EPS

E’ impossibile creare qualcosa dal nulla. Tutti i processi di produzione avranno un impatto ambientale, che si tratti di consumo energetico o di risorse, di inquinamento atmosferico o di creazione di scarti. Un produttore in una coscienza ambientale tenderà a mantenere questo impatto ecologico ridotto ai minimi termini. Un modo per risolvere questo problema viene offerto dai cosiddetti “eco-profili” di materiali o prodotti, che possono essere quindi paragonati l’uno all’altro in un’analisi del ciclo di vita “dalla culla alla tomba”. Per ogni prodotto si cerca di determinare quanta energia viene consumata per i suoi prodotti, quando e che tipo d’inquinamento idrico e atmosferico viene provocato e quanti rifiuti solidi vengono prodotti. Le analisi del ciclo di vita hanno dimostrato che l’imballaggio in polistirene espanso è costituito da un materiale che si può usare per imballare numerosi prodotti e che è piú sicuro a livello ambientale rispetto a materiali competitivi. Durante la produzione, l’imballaggio in polistirene espanso ha un impatto ambientale assolutamente inferiore rispetto ai prodotti in cartone in termini d’inquinamento atmosferico, energia utilizzata, inquinamento idrico e riscaldamento globale. L’uso dell’EPS per imballare prodotti delicati riduce anche notevolmente il rischio di danni alle merci e la successiva energia impiegata nella sostituzione di queste merci. L’uso del polistirene espanso assicura all’utente finale, dal punto di vista del peso, una quantità inferiore di tutti.

6) COSA RICHIEDE LA PRODUZIONE DI EPS IN TERMINI DI RISORSE NATURALI?

Poichè la produzione di polistirene espanso utilizza il petrolio e i prodotti petrolchimici, per l’ EPS sono necessarie le risorse naturali terrestri.

Paragonato ad altre aree dell’ industria, comunque, il consumo di questa risorsa è veramente molto limitato. L’intera produzione degli imballaggi in plastica non utilizza piú del 2% della produzione mondiale di petrolio.

L’ imballaggio in polistirene espanso utilizza meno dello 0,1% di questa risorsa naturale.

Oltre l’86% del petrolio consumato viene utilizzato come carburante per l’industria del trasporto e per uso domestico. In Europa l’attuale uso della plastica pro-capite è di circa 30 Kg l’anno: la quantità di petrolio utilizzata per la produzione di plastica sarebbe quindi sufficiente per un viaggio in auto di 300 Km. D’altro canto l’uso di petrolio per la produzione di EPS sarebbe insufficiente per permettere un viaggio in auto per andare al supermercato locale.

Il polistirene espanso non costituisce una minaccia per lo strato di ozono. Nella sua produzione o uso non vengono utilizzati, nè lo sono mai stati, clorofluorocarburi.

Nel processo produttivo si utilizza invece il pentano come agente espandente.

Dal punto di vista chimico, il pentano appartiene alla famiglia del metano, un gas naturale derivante da fonti naturali, che si decompone rapidamente nell’atmosfera.

7) QUALI PROBLEMI DI IMBALLAGGIO SI POSSONO RISOLVERE ?

La vasta gamma di proprietà fisiche e la particolare adattabilità di questo prodotto permettono soluzioni economiche ai piú svariati problemi d’imballaggio che sono molto differenti, secondo il livello di protezione richiesto per i vari prodotti. Questi ultimi vanno dalle cassette per il pesce agli imballaggi combinati con involucri termo contrattili per lavatrici: contenitori completamente formati per una protezione contro ogni tipo di influenza esterna (autoportanti), inserti semi-formati, guarnizioni d’angolo ed elementi laterali, scatole e vassoi per imballaggio, pallet per il trasporto o il montaggio, così come imballaggi ed isolamento termico o contro il freddo. Infatti l’efficacia dell’EPS nella protezione dei prodotti piú delicati gli permette oggi di essere spesso usato come nucleo di caschi per biciclette. Quando si decide il tipo di materiale da imballaggio da utilizzare, bisogna considerare ogni volta, come prima cosa, la funzione basilare, ad esempio l’ottima protezione del prodotto imballato.

8) ANCHE GLI ALIMENTARI POSSONO ESSERE TRASPORTATI E CONSERVATI IN CONTENITORI DI EPS ?

Si. La valutazione dei prodotti sintetici in rapporto alle applicazioni per la salute così come i metodi di prova richiesti sono stati documentati da varie nazioni sotto forma di direttive.

Dato lo stato attuale della scienza e della tecnologia, queste raccomandazioni determinano le condizioni in cui un articolo di consumo fatto di materiale sintetico soddisfa i requisiti delle normative dei prodotti alimentari e di consumo. L’EPS soddisfa realmente i requisiti delle raccomandazioni e quindi, sulla base della valutazione precedente, non ci sono assolutamente restrizioni all’uso dell’EPS come prodotto da imballaggio o di consumo.

Ad esempio le cassette per il pesce in EPS hanno ottenuto un buon riscontro a livello mondiale.

Allo stesso modo frutta e verdura vengono confezionate in imballaggi di EPS.

Ciò non avviene soltanto per ragioni igieniche, ma anche per il fatto che i contenitori in EPS mantengono una certa temperatura per lunghi periodi di tempo, il che rende l’EPS un materiale da imballaggio ideale.

9) QUAL’ È IL GRANDE VANTAGGIO DELL’IMBALLAGGIO IN EPS ?

L’imballaggio deve prima di tutto essere adatto allo scopo.

Deve offrire una protezione totale del prodotto durante il trasporto, così come nello stoccaggio, senza essere influenzato da sollecitazioni meccaniche, sbalzi di temperatura, umidità ed altre influenze esterne.

L’imballaggio ideale dovrebbe quindi proteggere il prodotto, tenerlo fermo durante il trasporto e permettere poi l’esposizione del prodotto stesso nel punto vendita. A questo scopo deve possedere una funzione ammortizzante per mettere l’imballaggio, fornire un buon isolamento termico ed essere leggero per una facile movimentazione. Oltre a tutte queste caratteristiche, altri fattori molto importanti sono il costo dell’imballaggio stesso e del trasporto.

Poichè l’EPS è costituito per il 98% di aria, è uno dei materiali da imballaggio piú leggeri disponibili. Ciononostante la struttura offre una resistenza straordinaria e mostra un elevato rendimento termico e proprietà isolanti. Gli imballi in polistirene espanso sono resistenti all’umidità, al sale, a diversi tipi di acidi e alla maggior parte degli olii. In molti casi, volendo ottenere per un prodotto la stessa quantità di protezione offerta dall’EPS, bisognerebbe usare un peso sei volte maggiore di cartone e almeno lo stesso dicasi per il volume.

Una società deve anche tener conto dei costi per la gestione degli scarti alla fine della catena di distribuzione.

Il polistirene espanso soddisfa i requisiti di molti prodotti con un rendimento elevato e ad un prezzo competitivo.

10) EPS E AMBIENTE

In questi ultimi anni tutti i settori industriali sono stati soggetti ad una crescente pressione volta ad inserire la coscienza ambientale nella strategia aziendale. Come esempio dei nostri sistemi moderni di vita, alcuni sono convinti che l’imballaggio abbia degli effetti dannosi sull’ambiente. Talvolta si pensa che l’imballaggio in plastica causi particolari problemi. I fatti dimostrano il contrario.

L’EPS, il polistirene espanso sinterizzato, come materiale da imballaggio, soddisfa le piú rigorose richieste a livello tecnico ed ambientale. Le aziende che utilizzano qualsiasi tipo di materiale da imballaggio devono dimostrare una responsabilità ambientale e se non riescono a farlo, potranno in futuro compromettere determinati aspetti delle loro attività. Tuttavia le informazioni che esse hanno a disposizione sui problemi ambientali sono spesso confuse, contraddittorie ed incomplete.

Al fine di valutare appieno l’impatto ambientale di un materiale è importante esaminarne l’intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime alla produzione, al trasporto, all’utilizzo fino al riciclo o al definitivo smaltimento. Per permettere questa valutazione “dalla culla alla tomba” è stato messo a punto un approccio scientifico e oggettivo noto con il nome di “eco- bilancio” o “analisi del ciclo di vita”. Gli studi sull’eco-bilancio dei materiali svolgeranno in futuro un ruolo sempre più importante nella scelta delle soluzioni più  idonee per la gestione degli scarti. L’analisi del ciclo di vita dell’EPS ha dato buoni risultati e ha dimostrato che, in termini di impatto ambientale generale, esso offre notevoli vantaggi rispetto a materiali alternativi.

11) IL POLISTIRENE A CONTATTO CON GLI ALIMENTI E’ PERICOLOSO

Come tutti gli imballaggi, i contenitori in polistirene (EPS) per alimenti sono tenuti a rispettare le leggi specifiche a tutela della salute, utilizzate in tutta l’Unione Europea.

In particolare, tutti i materiali ed oggetti devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione e, in condizioni d’impiego normale o prevedibile, non devono trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari, comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche.

Per garantire la sicurezza, nell’UE è attivo un sistema di controllo. Nel caso in cui gli imballi non siano conformi a quanto prescritto dalle leggi, viene attivato un sistema rapido di allerta che porta al di richiamo o ritiro dal mercato degli stessi.

Per capire se un manufatto in EPS è idoneo al contatto con gli alimenti si deve verificare che riporti l’indicazione “per contatto con i prodotti alimentari” o il simbolo “per alimenti”.

12) GLI SCARTI IN POLISTIROLO INQUINANO LE SPIAGGE

Purtroppo è vero che nel mare finiscono rifiuti di manufatti in EPS che, vista la loro leggerezza, galleggiano e sono quindi destinati a depositarsi, prima o poi sulle spiagge, insieme ad altri rifiuti. Proprio la leggerezza, però, è una delle caratteristiche che – insieme alle capacità isolanti e all’economicità – fa del polistirene espansi un materiale idoneo a numerose applicazioni.

Per ridurre il problema del beach littering non ci sono misure dirette e strade semplici da seguire, l’unica reale soluzione sta nell’educare chi utilizza l’EPS (e in genere oggetti in materiale plastico) a smaltirlo correttamente e, soprattutto, a non abbandonarlo nell’ambiente.  Per questo AIPE -Associazione Italiana Polistirene ha in cantiere alcuni progetti sul recupero e sul riciclo dell’EPS e collabora da alcuni anni con Corepla (Consorzio nazionale per la Raccolta, il recupero e il riciclaggio degli Imballaggi in plastica), per sostenere la raccolta differenziata e il riutilizzo dei manufatti in EPS.

13) IL POLISTIRENE NON RESISTE IN CASO DI INCENDIO

L’EPS è composto da carbonio e idrogeno. Per questo è per sua natura un materiale combustibile, esattamente come il legno e altri materiali. In caso di incendio, inizia a decomporsi a 230-260°C, con emissione di vapori infiammabili. Solo a 450-500° C si verifica la sua accensione.

Per l’isolamento degli edifici, però, viene usato un tipo di EPS a migliorato comportamento al fuoco (indicato con la sigla EPS/RF), ottenuto utilizzando alcuni additivi che migliorano la sicurezza del prodotto in caso di incendio. Nel caso sia stato utilizzato questo tipo di manufatto, la propagazione della fiamma cessa al venir meno della causa di innesco.

14) L’EPS NON SI RICICLA

Come tutti i materiali plastici, il polistirene viene raccolto e avviato al riciclo, questo vale sia per i rifiuti domestici, che per quelli industriali.

Esistono già numerosi processi che permettono di trasformare il polistirene da riciclo in materia prima seconda da utilizzare sia nell’imballaggio che nell’edilizia e altri sono allo studio per migliorare la gestione di questo materiale nel post consumo.

Tutta la filiera, a partire dall’ Associazione di categoria AIPE – Associazione Italiana Polistirene, è attiva su questo fronte e collabora da alcuni anni con COREPLA (Consorzio nazionale per la Raccolta, il recupero e il riciclaggio degli Imballaggi in plastica), Enti di Ricerca e Istituzioni, per sostenere la raccolta differenziata e il riutilizzo dei manufatti in EPS.

15) L’EPS E’ AMICO DELLA VITA

Il polistirene non è un nemico da combattere, ma un materiale da usare con consapevolezza nelle applicazioni in cui è più indicato.

Qualche esempio? Con le lastre in EPS si isolano gli edifici, riparandoli dagli sbalzi di temperatura e dai rumori. Così le case sono più confortevoli.

I contenitori in EPS mantengono la temperatura. Ecco perché si usano per confezionare e trasportare alimenti freschi molto deperibili (come il pesce, il gelato, la mozzarella) e che devono essere tenuti al caldo (piatti pronti).

L’EPS protegge dagli urti. Per questo è usato per imballare i grandi elettrodomestici, ma anche le nostre teste, dato che viene impiegato nella costruzione dei caschi.

L’ EPS è davvero amico della vita: con esso vengono realizzati anche i contenitori per il trasporto degli organi da trapiantare.

16) IL POLISTIRENE DA’ STABILITA’ AGLI EDIFICI, ANCHE IN CASO DI TERREMOTI

Il polistirene, che è usato per isolare termicamente gli edifici, non è di per sé resistente in caso di sisma, ma grazie alle sue caratteristiche di sicurezza, versatilità, leggerezza, economicità e impatto ambientale può essere con altri materiali. In particolare quando viene usato nei sistemi ICF-SAAD (Insulated Concrete Form-Sistemi Ad Armatura Diffusa) contribuisce alla realizzazione di una struttura con una elevata resistenza al sisma.

Questo tipo di sistema costruttivo è costituto da una struttura a setti portanti in cemento armato, isolata con “casseri a rimanere” in polistirene espanso. In questo modo coniugano la resistenza meccanica del calcestruzzo gettato in opera con la capacità di isolamento termico dell’ EPS, posto sia sulla faccia interna che su quella esterna del fabbricato.

17) E’ POSSIBILE RIUTILIZZARE GLI IMBALLAGGI IN EPS PER ALTRI SCOPI

Non mancano gli esempi di riutilizzo, più o meno creativo dell’EPS per scopi diversi da quelli per cui erano stati pensati. Le caratteristiche del materiale (in particolare la sua leggerezza, la sua atossicità, la sua versatilità) lo rendono idoneo per essere usato senza pericoli anche da parte di ragazzi.

AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espando ha collaborato nel tempo con scuole, università, istituti di design per trovare opportunità di impiego creativo per gli imballaggi utilizzati. Così dalle vaschette dei gelati sono nati salvagenti o lampade, dai chips usati nell’imballo di oggetti fragili pezzi per la scacchiera, dalle confezioni di lampade o grossi elettrodomestici sedute leggere e maneggevoli…

Gli imballi in EPS usati sono anche uno stimolo per alcuni artisti che li utilizzano per realizzare le loro opere.

18) IL POLISTIRENE E’ “FATTO D’ARIA”

Solo il 2% in peso del polistirene espanso (sigla EPS) è costituito da un materiale di origine fossile. Il restante 98% è aria, quindi l’impatto ambientale è ridotto al 2% del suo peso. L’aria che costituisce l’EPS è uno degli esempi ed impieghi più intelligenti: fare di più con meno. Le perle di cui è costituito presentano un contenuto di sostanze primario quasi inesistente. Sono stagne e non assorbono acqua se non in minima parte negli spazi interstiziali.

Tutto il mondo è alla ricerca del “più leggero” e l’EPS ne rappresenta un esempio virtuoso: massima efficienza con minimo peso.