Manuale tecnico

A supporto dei progettisti e degli utenti finali, è in fase di revisione uno specifico MANUALE SAAD, contenente una dettagliata descrizione dei sistemi costruttivi in EPS ad armatura diffusa.

Si propone di seguito la sintesi di ciascun capitolo affrontato nel manuale, nonché la possibilità di visualizzare e scaricare la bozza del capitolo stesso ad oggi disponibile.
Visualizza la prefazione, l’indice e la presentazione del manuale SAAD.

1. Tipologie e caratteristiche costruttive

I sistemi costruttivi usualmente definiti con l’acronimo di SAAD – Sistemi Ad Armatura Diffusa – si configurano come insiemi completi che prevedono la costruzione di pareti e solai armati e coibentati mediante l’utilizzo di casseri “a rimanere” (o «casseri a perdere ») di polistirene espanso.
La modularità comune ai sistemi offre tuttavia si differenzia a seconda del produttore per dimensioni e modalità di montaggio, mantenendo come comune denominatore gli elementi di forza che caratterizzano il sistema costruttivo in quanto tale: la realtà produttiva offre al mercato un SISTEMA integrato di elementi modulari per pareti portanti, tramezzi, solai e coperture per realizzare costruzioni ad elevata performance in tempi rapidi e a costi contenuti.
Aspetto fortemente innovativo e di grande attualità riguarda  l’assemblaggio a secco dei moduli del sistema, che permette operazioni di montaggio dell’edificio estremamente semplici, veloci e sicure nel pieno rispetto delle normative e dei requisiti dei fabbricati.
Le fasi di posa verranno schematizzate nel successivo capitolo 11 e possono essere facilmente comprese attraverso la visione di video istituzionali disponibili in questo sito e su quelli dei singoli produttori.

ELEMENTI PER PARETI

Per la realizzazione di pareti e tramezzi possono essere identificate due macrocategorie che differenziamo principalmente per la dimensione del modulo e, conseguentemente per la modalità di montaggio a secco degli elementi che concorrono alla realizzazione della cassaforma pronta ad ospitare il getto in calcestruzzo:
a. blocchi a incastro di piccole dimensioni
b. pannelli modulari di grandi dimensioni

All’interno di questa classificazione la maggior parte dei prodotti in commercio offre caratteristiche comuni, sviluppate e differenziate nei particolari da ciascun produttore. Caratteristica comune è la possibilità di realizzare in un’unica fase la struttura portante, il tamponamento e l’isolamento realizzato con materiali di qualità come il polistirene espanso e con caratteristiche idonee alle variabili esigenze di progetto.

BLOCCHI DI PICCOLE DIMENSIONI

Elementi di dimensioni contenute, modulari, facilmente maneggiabili a mano e predisposti alle operazioni di montaggio con modalità semplificate.
Il sistema è composto da elementi studiati per la realizzazione di pareti portanti coibentate in calcestruzzo e viene offerto un programma completo di casseri di forma e dimensioni variabili, da montare a secco, a corsi successivi, e da completare con la posa dell’armatura diffusa (con un sistema a matrice, orizzontale e verticale) e del getto in calcestruzzo.
Ciascun produttore ha messo a punto una serie di specificità del proprio sistema che ottimizza e rende unica la propria produzione.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 1. Tipologie e caratteristiche costruttive

2. Esempi applicativi

Ciascun manufatto nasce in risposta ad esigenze specifiche che hanno origine da motivazioni e problematiche anche molto diverse tra loro.
I diversi sistemi ad armatura diffusa si adattano perfettamente ad ogni esigenza progettuale e non pongono alcun vincolo architettonico.
Il contenimento dei costi, unitamente alle altissime prestazioni in termini strutturali, di isolamento termico e acustico e la resistenza al fuoco, rende i sistemi SAAD adatti ad ogni tipo di realizzazione.
La velocità di montaggio e la sicurezza di un cantiere in cui si utilizzano sistemi in EPS sono elementi particolarmente rilevanti anche in cantieri di grande dimensioni, soprattutto di edilizia pubblica.
Sempre più numerose sono le costruzioni realizzate nei diversi ambiti.

EDILIZIA RESIDENZIALE

La progettazione e la realizzazione di edifici residenziali ricopre un ruolo determinante nel settore dell’edilizia.
Negli ultimi anni, grazie anche alle numerose normative che obbligano un innalzamento degli standard prestazionali dei fabbricati residenziali, si è sviluppata un’attenzione sempre maggiore per la “qualità” dell’ambiente abitato dall’uomo che sta divenendo la nuova “leva” commerciale su cui puntano i costruttori.
L’abitazione è un bene primario ma soprattutto è il luogo dove deve essere massima la qualità dell’ambiente interno che deve offrire protezione e comfort con il minor dispendio possibile di risorse.
Indipendentemente dal tipo di committenza, pubblica o privata, e dalla tipologia dell’edificio (mono o pluri-familiare) la progettazione assume un ruolo determinato per il raggiungimento degli standard di comfort abitativo e quindi del benessere di chi li abita.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 2. Esempi esplicativi

3. Perché utilizzare i sistemi SAAD

L’utilizzo di sistemi ad armatura diffusa in EPS comporta una serie di vantaggi che rendono vincente la scelta di questo sistema costruttivo, soprattutto rispetto alle tradizionali metodologie costruttive.
L’insieme dei vantaggi di seguito analizzati si traduce in un complessivo risparmio sia in fase di produzione degli elementi, sia in fase di costruzione sia in fase di gestione della vita del fabbricato.
I vantaggi presentati accomunano tutti i sistemi ad armatura diffusa, a blocchi o a pannelli parete.

VANTAGGI PER IL PROGETTISTA

Il sistema costruttivo ad armatura diffusa coniuga semplicità e rapidità di utilizzo con la più rigorosa attenzione ai temi della sicurezza, dell’estetica, del risparmio e dell’ambiente.
– Semplificazione della scelta progettuale dei materiali.
Ogni sistema per la realizzazione di strutture ad armatura diffusa si adatta molto bene e semplicemente alle esigenze del progettista.
I sistemi offrono elementi modulari con caratteristiche e specifiche tecniche complete e univoche in relazione alla tipologia degli elementi prescelti in materia di isolamento termico, acustico e di resistenza al fuoco, semplificando le operazioni di progetto e calcolo per il raggiungimento dei requisiti previsti per legge.
All’interno della gamma di ciascuna tipologia infatti è più semplice individuare il prodotto avente i requisiti necessari alla soddisfazione delle specifiche esigenze non solo geometriche ma anche di prestazionali.
L’offerta di una gamma completa di elementi agevola la progettazione, il calcolo e la realizzazione dell’intero organismo edilizio, dalle fondazioni alla copertura semplicemente attraverso l’impiego di elementi studiati e prodotti per essere assemblati tra loro.
– Nessun vincolo architettonico
I sistemi costruttivi ad armatura diffusa offrono un’assoluta flessibilità progettuale essendo dotato di una gamma completa di elementi costruttivi di serie per la realizzazione di pareti portanti, tamponamenti, solai, scale e coperture.
Inoltre è possibile ottenere con facilità qualsiasi tipo di forma geometrica piana o curva, eseguendo in cantiere semplici tagli e aggiustamenti degli elementi.
Il sistema è modulare e flessibile allo stesso tempo; si presta quindi ad offrire una griglia di progettazione libera da vincoli di soluzione tecnologica dei nodi strutturali che sono pressoché tutti risolvibili con realizzazioni ad hoc o con adattamenti in cantiere. Con gli opportuni calcoli, infatti, si possono realizzare elementi atti alla realizzazione di pareti, travi divisori adatti ad ogni soluzione tecnica e formale e che consentono di realizzare anche porzioni di fabbricato a sbalzo.
Alcuni produttori offrono sistemi che vengono industrializzati sulla base delle specifiche tecniche del singolo progetto, predisponendo in fabbrica tutte le soluzioni dei nodi strutturali e demandando al cantiere la sola messa in opera.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 3. Perché utilizzare i sistemi SAAD

4. Qualificare i sistemi SAAD

LA QUALITÀ DEI MATERIALI E DELL’EDIFICIO:
DURABILITÀ E MANUTENZIONE

La qualità in edilizia è da sempre vissuta in modo problematico da tutti gli attori per differenti motivi:
formazione, capacità, trasparenza, costi e non ultimo la correttezza nei rapporti con l’utente.
Nel corso degli ultimi anni con la spinta della Comunità Europea si e concretizzato l’obiettivo di creare alcuni standard di riferimento che fossero condivisi da tutti i paesi europei, anche se sussistono freni legati agli interessi di settori specifici e nazionali.
I lavori condotti dal Comitato Europeo di Normazione, CEN, hanno permesso un dialogo ed un confronto fra i diversi metodi costruttivi e la relativa qualità dei prodotti che fino a quel momento non era mai stato realizzato.
Inoltre la nascita della marcatura CE per la sicurezza dei prodotti ha creato un nuovo impulso trainando tutto il mondo legato alla qualità del prodotto, del processo e dell’ambiente.
I sistemi SAAD ricorrono in molti ambiti essendo strutturati come sistemi complessi per soddisfare tutte le esigenze degli utenti finali: i sistemi SAAD vengono utilizzati per edifici privati e pubblici, per edifici ad uso industriale e uffici con prestazioni caratteristiche e certificazioni che coprono tutta la letteratura dell’intero mondo dell’edificazione.
Certamente la qualità ingloba due concetti importanti:
– durabilità
– manutenzione
Per durabilità si deve intendere non la durata nel tempo del materiale, ma il mantenimento nel tempo della prestazione per cui il manufatto e preposto.
La durabilità viene ancora considerata e valutata con la classica domanda: “quanto dura il prodotto?”….Come se ci fosse una sola e secca risposta al quesito.
Non è certo il momento di riportare quanto speso a favore della durabilità ma può essere l’occasione per affermare che in molte norme viene incluso il tema e la discussione inizia ad emergere.
Anche l’approccio con la manutenzione riveste un aspetto di tutto riferimento nei nuovi approcci di ciclo di vita degli edifici in cui si chiede di esplicitare in modo formale il ciclo di manutenzione previsto per le diverse parti dell’edificio.
I sistemi SAAD vengono realizzati con materiali e prodotti conformi alle legislazioni e normative vigenti per permettere la realizzazione di edifici sicuri e durevoli.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 4. Qualificare i sistemi SAAD

5. La statica e la sicurezza sismica

MURI PORTANTI

Il muro portante è costituito da un cassero a rimanere in polistirene espanso progettato in modo da consentire la realizzazione veloce ed efficiente di strutture a pareti portanti in conglomerato cementizio armato (Reinforced Concrete Walls).
I sistemi SAAD possono essere adattati a diverse tipologie di progetto, sia in relazione all’altezza dei setti da realizzarsi, che del loro spessore, che del quantitativo di armatura (orizzontale e verticale) da inserire al loro interno.
Costruttivamente è formato da due pannelli di polistirene espanso di alta densità uniti e distanziati fra loro da tralicci metallici che costituiscono una parte (o tutta, a seconda delle esigenze) dell’armatura del cls gettato in opera al loro interno: gli elementi vengono posati accostati l’uno al fianco dell’altro e costituiscono una struttura rigida (autoportante) pronta a ricevere il getto in cls.
La presenza delle armature, oltre a consentire l’autoportanza dei pannelli in fase di getto, consente di soddisfare i requisiti previsti per i “Reinforced Concrete Walls” sia dell’Eurocodice 2 (conglomerato cementizio) che dell’Eurocodice 8 (costruzioni in zona sismica), che dalle Norme Tecniche per le costruzioni (D.M. 14 Gennaio 2008).
Le caratteristiche specifiche delle armature con cui vengono realizzati i pannelli consentono di considerarle completamente nel calcolo delle armature, realizzando, cosi una ottimale efficienza del sistema costruttivo.
Per zone caratterizzate da bassa sismicità il quantitativo di armatura già previsto nel sistema costruttivo può risultare sufficiente a garantire le necessarie resistenze strutturali per l’azione del sisma.
I “tralicci” verticali, oltre a favorire il contenimento del getto nelle casserature in polistirene, consentono un agevole posizionamento delle armature orizzontali, qualora necessarie nella progettazione in conformità alle normative sismiche. I copriferri che si vengono a realizzare, sono già predisposti per soddisfare i requisiti sia delle vigenti normative italiane che degli Eurocodici. Sia le armature verticali che i tralicci orizzontali predisposti consentono poi una elevatissima qualità e precisione nella posa degli elementi di armatura essendo le armature a inserimento o “guidate” nel loro posizionamento.
Per quanto riguarda il getto di calcestruzzo si consiglia: l’utilizzo di Slump “S4”, inerti con dimensioni massime 18 mm ed una vibratura (se necessaria) effettuata in modo da evitare danneggiamenti ai casseri.

SOLAI

I solai consistono di pannelli in EPS con casseri autoportanti a geometria variabile per la formazione dei solai da armare e gettare in opera.

PANNELLI DIVISORI

I pannelli divisori armati sono realizzati in polistirene espanso sinterizzato (EPS) di larghezza variabili, possono avere spessore da 6 a 20 cm e la loro lunghezza varia a seconda della richiesta. All’interno dei pannelli sono posizionati i profili metallici, in lamiera zincata di spessore 8/10 di mm e sagomati a C.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 5. La statica e la sicurezza sismica

6. Prestazioni termiche invernali ed estive

6.1 -INTRODUZIONE

Lo scambio termico è il trasferimento di calore tra due sistemi a temperatura diversa: il calore viene ceduto da un ambiente a temperatura maggiore e acquisito da quello a temperatura minore, fino al raggiungimento delle medesime condizioni. L’interposizione di materiali tra gli ambienti condiziona fortemente il flusso di calore che è inversamente proporzionale alla resistenza offerta. In particolare, dall’involucro edilizio.
Gli edifici SAAD, oltre a presentare pregi architettonici, si dimostrano quindi attenti ai problemi energetici e al benessere ambientale grazie alla sinergia EPS-getto di CLS che conferisce adeguate proprietà di isolamento termico e di inerzia termica.
Il collegamento preciso ed efficace tra i moduli in EPS del sistema costruttivo SAAD, sia che sia effettuato ad incastro che per accostamento, garantisce che in fase di getto non ci sia fuoriuscita di CLS, ad ulteriore garanzia dell’eliminazione dell’eventuale formazione di ponti termici nella struttura.
Gli elementi speciali che completano i sistemi ad armatura diffusa consentono di risolvere le delicate problematiche di isolamento dei nodi strutturali che si formano in presenza di solette a sbalzo e negli aggetti dei prospetti.
Nei sistemi costruttivi SAAD l’assenza di ponti termici è garantita dalla solidarietà dei due elementi che costituiscono il sistema, il getto di CLS e l’EPS, e dal sistema di montaggio a secco degli elementi.

6.2 – QUADRO LEGISLATIVO

Il quadro legislativo che regolamenta la verifica della prestazione energetica del fabbricato è in continua evoluzione con l’obiettivo strategico di abbattimento dei consumi energetici e di riduzione delle emissioni gas climalteranti.
A fronte della prima vera e propria crisi petrolifera europea limiti alla dispersione termica verso l’esterno, sia per gli edifici residenziali che per quelli industriali e terziari, erano già imposti dalla L. 373/76.
La legge 10/1991 “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia” è stata la prima legge quadro finalizzata a regolare le modalità progettuali e la gestione del sistema edificio/impianto.
Spostando l’attenzione generale sulle modalità di contenimento delle dispersioni termiche e con l’obiettivo principale di garantire risparmio energetico e uso consapevole dell’energia, salvaguardia dell’ambiente e benessere degli individui all’interno dell’ambiente confinato, la legge 10 imponeva la verifica della “tenuta” dell’isolamento termico delle pareti e dei solai, per contenere la dispersione di calore. Un ulteriore concetto preso in considerazione dalla norma riguardava il rendimento dei sistemi impiantistici: al di sotto di certi valori non era possibile ottenere il risparmio energetico prefissato.

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 6. Prestazioni termiche invernali ed estive

7. Traspirabilità e condense

Il problema della condensazione del vapore d’acqua, sia che avvenga sulle superfici delle strutture, sia che avvenga all’interno delle stesse, rappresenta un rischio sotto un duplice aspetto: quello legato alla salubrità degli ambienti e quello legato alla conservazione delle strutture.
In anni relativamente recenti la necessità di contenere le dispersioni termiche ha favorito l’adozione di serramenti dotati di ottima tenuta all’aria che, in assenza di ventilazione meccanica, può comportare una sensibile riduzione della ventilazione naturale con conseguente ulteriore aggravio del problema in esame causato dall’aumento dell’umidità presente nell’aria ambiente.
L’effetto principale dei fenomeni di condensazione superficiale è la formazione di macchie e muffe sulla parete. In particolare la formazione di muffe è molto frequente; si tratta di colonie batteriche che si sviluppano grazie alla presenza di elevata umidità o di acqua allo stato liquido.
Nella progettazione della struttura edilizia diventa quindi fondamentale la verifica igrometrica per prevedere il rischio di formazione di muffa sulle superfici interne degli edifici e altresì per analizzare il fenomeno della condensa interstiziale che potrebbe comportare un deterioramento dei materiali da costruzione.
Il fenomeno delle condense e l’analisi igrometrica viene affrontata considerando i 2 aspetti possibili:
– Fenomeni di condensazione superficiale: quando la condensazione avviene sulla faccia delle strutture rivolta verso l’ambiente interno, in punti in cui la temperatura è più bassa (e precisamente inferiore alla temperatura di rugiada).
– Fenomeni di condensazione interstiziale: quando la condensazione avviene all’interno delle strutture, in corrispondenza dell’interfaccia tra diversi strati o all’interno di uno strato (quando la pressione parziale del vapore è superiore alla pressione di saturazione).

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 7. Traspirabilità e condense

8. Comfort termico

Il continuo cambiamento del modo di vivere e la ricerca continua di un maggior comfort hanno portato a costruire modelli di vita e quindi anche ambienti sempre più rispondenti alle esigenze dell’utente finale.
I sistemi costruttivi ad armatura diffusa permettono di realizzare degli involucri edilizi in grado di garantire negli ambienti interni adeguate condizioni di benessere ambientale, termico in primo luogo, senza dover ricorrere eccessivamente all’ausilio di impianti tecnologici.
La progettazione integrata di un edificio, che deve essere pensato come un vero e proprio “organismo edilizio” costituito da involucro e impianti, richiede da parte del progettista un’attenta conoscenza dei parametri che influenzano il comportamento termico delle tipologie edilizie durante il loro reale funzionamento. La progettazione di una tipologia edilizia non deve prescindere da un’attenta analisi degli aspetti legati al benessere termico ambientale e dai consumi di energia necessari per mantenere prefissate condizioni ambientali in particolari situazioni climatiche esterne.
Benessere termico vuol dire che all’interno degli ambienti devono essere garantite condizioni ambientali più vicine possibili a quelle di comfort per il corpo umano in qualsiasi periodo dell’anno. L’attenzione agli aspetti energetici significa limitare al minimo l’uso dell’impianto tecnologico di climatizzazione ed è chiaro quindi che una corretta progettazione deve ottimizzare le interazioni energetiche per garantire naturalmente o artificialmente condizioni prossime a quelle di comfort. Dato che queste interazioni si manifestano attraverso l’involucro edilizio e dato che esso è costituito da un insieme di elementi tra di loro aggregati, le prestazioni globali del sistema dipenderanno dal comportamento di ciascun componente.
BENESSERE AMBIENTALE
In generale una persona si trova in stato di benessere quando non percepisce nessun tipo di sensazione fastidiosa ed è quindi in una condizione di neutralità assoluta rispetto all’ambiente circostante.
Già dalla definizione è chiaro che il benessere è una quantità non misurabile analiticamente ma solo statisticamente perché dipende da troppe variabili di cui alcune strettamente soggettive e di natura psicologica.
Le variabili sono:
• il benessere termico e igrometrico;
• il benessere olfattivo (legato alla qualità dell’aria);

• il benessere visivo (relativo all’illuminazione);

• il benessere psicologico.
Nel seguito dell’analisi verrà analizzato principalmente il benessere di tipo termico e igrometrico.

COMFORT TERMICO

“il comfort è definibile come la sensazione di benessere fisico e mentale o come la condizione in cui un individuo esprime soddisfazione nei confronti dell’ambiente che lo circonda.”

Leggi tutto il capitolo: Capitolo 8. Comfort termico

9. L’isolamento acustico

Nel corso degli ultimi anni ha assunto sempre più importanza l’attenzione all’aspetto acustico in quanto un edificio ben isolato termicamente e acusticamente garantisce, oltre ad un indubbio risparmio energetico, un ambiente silenzioso, salubre e vivibile, migliorando notevolmente il comfort abitativo degli ambienti.
Per garantire un giusto comfort abitativo è infatti fondamentale assicurare un alto livello di isolamento anche acustico al fine di ridurre ed eliminare i rumori che raggiungono l’edificio dall’esterno (es. traffico).
Lo studio della trasmissione del rumore negli edifici e la caratterizzazione dei materiali con cui vengono realizzati si è rafforzata sia per la cresciuta sensibilità al problema dell’isolamento acustico, sia per la pubblicazione di una norma che permette la classificazione acustica delle unità immobiliari, e non ultimo per l’esistenza di una legislazione cogente, attualmente in corso di revisione e aggiornamento presso il Ministero dell’Ambiente.
Con l’utilizzo degli elementi modulari dei sistemi ad armatura diffusa si possono raggiungere agevolmente i valori di isolamento ai rumori aerei e al calpestio, in accordo con quanto riportato nella legge quadro 447 del 26.10.1995 sull’inquinamento acustico e con quanto disposto con il successivo decreto attuativo DPCM 05.12.1997 sui requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera (sono considerati componenti degli edifici le partizioni verticali, pareti, e le partizioni orizzontali, solai).
L’eventuale applicazione di inserti in materiali fonoassorbenti ottimizza l’isolamento delle pareti destinate al rispetto di normative acustiche più restrittive.

INQUADRAMENTO LEGISLATIVO E NORMATIVO

Il DPCM 5-12-1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” è stato emanato per “fissare criteri e metodologie per il contenimento dell’ inquinamento da rumore all’ interno degli ambient i abitativi” con il fine di ridurre l’esposizione umana al rumore.
Definisce i limiti di isolamento ai rumori che gli edifici di nuova costruzione devono rispettare in opera, a fine lavori. Tale disposizione impone i valori da rispettare per isolamento ai rumori aerei tra differenti unità immobiliari, isolamento dai rumori provenienti dall’esterno (isolamento di facciata), rumori da calpestio e da impianti a funzionamento continuo e discontinuo.
Il Decreto non riguarda sorgenti sonore quali strade, ferrovie, aeroporti, ecc. Per tali sorgenti sono stati emanati altri decreti attuativi della Legge 447.

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10. Comportamento al fuoco

Il comportamento al fuoco dei prodotti da costruzione viene definito essenzialmente secondo due prestazioni: reazione al fuoco e resistenza al fuoco.
La reazione al fuoco rappresenta il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto e il contributo alla sua propagazione.
La resistenza al fuoco consiste invece nell’attitudine di un elemento da costruzione a conservare la capacita portante (R) , la tenuta a fiamme, vapori e gas di combustione (E) e l’isolamento termico (I) per un determinato tempo (misurato in minuti), in seguito ad un programma termico normalizzato di esposizione al fuoco e può essere determinata in base a prove, calcoli o tabelle.
Reazione al fuoco
Da ormai qualche anno, è stato introdotto a livello europeo un nuovo sistema di classificazione al fine di armonizzare le metodologie di prove, sostituendo la classificazione e i metodi di prova nazionali.
La reazione al fuoco dei prodotti da costruzione è regolamentata dal decreto del Ministero dell’Interno del 10 marzo 2005 (Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali e prescritto il requisito della sicurezza in caso di incendio), successivamente modificato dal decreto del 25 ottobre 2007 e dal REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/364 DELLA COMMISSIONE dal 1° luglio 2015 relativo alla classificazione della prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alla reazione al fuoco a norma del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE).
Tali decreti recepiscono il sistema di classificazione europeo definendo 7 classi di reazione al fuoco (le cosiddette Euroclassi, A1, A2, B, C, D, E, F, ), basate sulla energia liberata durante la combustione, la propagazione di fiamma e il grado di infiammabilità, in accordo con la norma UNI EN 13501-1.
Il sistema europeo supera la precedente classificazione italiana (classi 0,1,2,3,4,5) introducendo inoltre delle “sottoclassi” aggiuntive, inerenti i livelli di produzione di fumo (s1, s2, s3) e l’attitudine a rilasciare gocce o particelle incandescenti (d0, d1, d2).
Leggi tutto il capitolo: Capitolo 10. Comportamento al fuoco