{"id":3261,"date":"2020-06-18T10:27:47","date_gmt":"2020-06-18T08:27:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aipe.biz\/mondo-eps\/?p=3261"},"modified":"2022-06-06T15:19:09","modified_gmt":"2022-06-06T13:19:09","slug":"applicazioni-in-edilizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aipe.biz\/mondo-eps\/polistirene\/applicazioni-in-edilizia\/","title":{"rendered":"Applicazioni in edilizia"},"content":{"rendered":"\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DEI TETTI A FALDE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">Il tetto a falde \u00e8 caratterizzato, nella massima parte dei casi, da una copertura costituita da elementi di piccole o medie dimensioni, comunemente designata come &#8220;copertura discontinua&#8221;.<br>Con questo termine si intende una chiusura superiore costituita da un insieme di elementi che assicurano la tenuta all&#8217;acqua solo per valori della pendenza superiori ad un minimo, dipendente dal tipo di copertura.<br>Le odierne esigenze di isolamento termico, sia per motivi di benessere abitativo, che di risparmio energetico, hanno naturalmente portato a fissare l&#8217;attenzione sui tipi di coperture a falde comprendenti uno strato termoisolante.<br>Particolarmente nei casi, sempre pi\u00f9 frequenti, sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, in cui si vuole sfruttare a scopo abitativo lo spazio immediatamente sottostante al tetto a falde, l&#8217;impiego di EPS si \u00e8 rivelato uno dei pi\u00f9 convenienti, oltre che economicamente, anche tecnicamente, sia per le sue caratteristiche geometriche e meccaniche, che di stabilit\u00e0 nel tempo e di insensibilit\u00e0 all&#8217;acqua.<br>Il sistema concettualmente migliore \u00e8 l&#8217;isolamento sopra l&#8217;orditura portante della copertura (n\u00b0 2 e 3 della classificazione ISO, Tab. 1), perch\u00e8 sopprime i ponti termici e contribuisce alla protezione della struttura portante.<br>Nel caso delle ristrutturazioni, questo sistema comporta lo smontaggio della vecchia copertura, prima dell&#8217;applicazione dell&#8217;isolante; tuttavia, quando la sostituzione della copertura \u00e8 prevista per motivi di manutenzione straordinaria o rinnovamento edilizio, l&#8217;inserzione dell&#8217;isolante in questo modo risulter\u00f2 particolarmente conveniente.<br>L&#8217;applicazione (Fig. 1) prevede il fissaggio delle lastre di EPS all&#8217;ordintura insieme a listelli di legno disposti nel senso della pendenza del tetto, per mezzo di chiodi inossidabili o tasselli ad espansione, secondo la natura del supporto. Su questi listelli sono inchiodati, in senso orizzontale, i listelli di aggancio delle tegole.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">In alternativa alle lastre, si possono usare manufatti stampati, che portano sulla faccia superiore apposite sporgenze per l&#8217;aggancio delle tegole. Altre lastre sagomate si usano per coperture a coppi o ondulate.<br>L&#8217;applicazione va fatta avendo cura che in gronda e in colmo vi siano opportune aperture per assicurare la ventilazione sotto la copertura.<br>Quando non si pu\u00f2 operare sopra l&#8217;orditura, un isolamento efficace pu\u00f2 ancora essere ottenuto in maniera poco dispendiosa operando dall&#8217;interno. Un sistema (ISO n\u00b01) consiste nell&#8217;inserire l&#8217;EPS, tagliato nelal giusta larghezza, fra i travi dell&#8217;orditura (Fig. 2), dopo aver applicato lungo le stesse dei listelli che servono di battuta alle lastre di EPS. Il lavoro viene ultimato con l&#8217;applicazione di un rivestimento (perline, compensato, laminati, cartongesso), fissato all&#8217;orditura, al quale, se necessario, si sovrappone una finitura (pitturazione, tappezzeria, ecc.). Il sistema lascia scoperti i ponti termici costituiti dall&#8217;orditura, non molto importanti se questa \u00e8 di legno; per contro ha il vantaggio di non rubare spazio al vano interno. In alternativa a questo sistema, e con il vantaggio di sopprimere i ponti termici, l&#8217;isolante pu\u00f2 essere fissato sotto l&#8217;orditura (ISO n\u00b0 4), preferibilmente previo fissaggio sulla stessa di una orditura secondaria in legno (Fig. 3), con un passo corrispondente alle dimensioni delle lastre di EPS. Un buon modo di eseguire questo isolamento \u00e8 quello di usare pannelli bistrato EPS\/cartongesso; si ha il vantaggio di impiegare pochi listelli di orditura secondaria e di avere una superficie gi\u00e0 pronta per la finitura.<\/p>\n\n\n\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DEI TETTI PIANI<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">Il modo pi\u00f9 tradizionale per isolare un tetto piano \u00e8 quello di porre lo strato isolante sotto l&#8217;impermeabilizzazione (ISO n\u00b0 5, 7, 8, 9). In questa situazione il sistema \u00e8 sottoposto a notevoli solelcitazioni igrotermiche e meccaniche; in particolare l&#8217;impermeabilizzazione \u00e8 spesso esposta direttamente alle intemperie e, dato il suo colore generalmente scuro, sollecita a sua volta termicamente l&#8217;isolante sottoposto. La sua realizzazione richiede quindi una buona esperienza, sia in progettazione, che in esecuzione. L&#8217;EPS, fin dalle sue origini, \u00e8 stato utilizzato in queste applicazioni e i saggi eseguiti periodicamente su tali prime applicazioni hanno dimostrato che anche in questo, \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 impegnativi di isolamento, l&#8217;EPS offre prestazioni perfettamente adeguate, quando l&#8217;esecuzione sia fatta a regola d&#8217;arte. La stratificazione comprende solitamente, sopra la struttura portante, uno strato separatore &#8211; equilibratore, per la protezione degli strati soprastanti dalle asperit\u00e0 della struttura portante e l&#8217;assorbimento dei movimenti di origine termica o di assestamento, poi una barriera vapore e su questa l&#8217;EPS. Il tipo va scelto, secondo il carico previsto. Sono disponibili anche pannelli o rotoli di strisce di EPS che portano gi\u00e0 attaccate sulla faccia superiore un foglio catramato; si trovano pure, all&#8217;estero per ora, pannelli a spessore variabile a cuneo, per realizzare la pendenza di scolo mediante lo strato coibente. Sopra l&#8217;EPS si pone uno strato di tessuto non tessuto per equilibrare la pressione di vapore e su questo lo strato di impermeabilizzazione costituito da foglie a base bituminosa o polimerica di vario tipo. La stratificazione \u00e8 completa superiormente con uno strato di protezione e zavorramento (ghiaia o quadrotti in calcestruzzo), che assicura l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;impermeabilizzazione contro le azioni esterne e si contrappone al sollevamento della copertura provocato dal vento. Stratificazioni funzionalmente analoghe si hanno anche quando la struttura portante \u00e8 in lamiera nervata di acciaio (ISO n\u00b0 7) oppure discontinua (ISO n\u00b0 5); in quest&#8217;ultimo caso si ripetono le situazioni illustrate per i tetti a falde; in particolare l&#8217;isolante pu\u00f2 essere inserito fra le travi o sopra o sotto di esse. Poich\u00e8 il componente pi\u00f9 sollecitato del sistema di isolamento dei tetti piani sopra descritto \u00e8 sempre lo strato di impermeabilizzazione, si \u00e8 pensato di invertirne la posizione rispetto all&#8217;isolante, ponendolo sotto questo e proteggendo cos\u00ec l&#8217;impermeabilizzazione da eccessive escursioni termiche. E&#8217; nato cos\u00ec il tetto rovescio (ISO n\u00b0 6).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">In questo caso l&#8217;isolante deve sopportare non soltanto le escursioni termiche, ma anche il contatto diretto con l&#8217;acqua meteorica. Pochi materiali si sono dimostrati idonei a questa applicazione e fra questi \u00e8 stato riconosciuto ed accreditato ufficialmente l&#8217;EPS, in virt\u00f9 soprattutto della quasi nulla influenza che il contatto con l&#8217;acqua ha sulle sue caratteristiche di isolamento termico. Le stratificazioni, a parte l&#8217;inversione sopra detta, procedono sostanzialmente come prima descritto. Poich\u00e8 l&#8217;acqua meteorica, passando attraverso le giunzioni dei pannelli, defluisce scorrendo a contatto dell&#8217;impermeabilizzazione, in caso di pioggia si ha un raffrescamento della struttura portante, di cui si pu\u00f2 tenere conto con uno spessore dell&#8217;isolante leggermente maggiorato (10%), oppure mettendo una parete dello spessore sotto l&#8217;impermeabilizzazione (tetto sandwich). Il peso della zavorra va calcolato in modo da evitare fenomeni di galleggiamento dell&#8217;isolante in caso di forti piogge o difficolt\u00e0 di scarico. In tutti i sistemi di isolamento dei tetti piani, la corretta esecuzione dei punti singolari (scarichi, sfiati, uscite verticali, ecc.) \u00e8 fondamentale per la buona riuscita. Questi aspetti, inclusi quelil generali dell&#8217;isolamento dei tetti piani, sono trattati in modo particolareggiato nel secondo volume.<\/p>\n\n\n\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DELLE PARETI VERTICALI DALL&#8217;ESTERNO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;isolamento dall&#8217;esterno delle pareti verticali \u00e8, in linea di principio, il pi\u00f9 efficiente, perch\u00e8 sopprime i ponti termici, riduce i movimenti differenziali di origine termica delle strutture ed accresce l&#8217;inerzia termica dell&#8217;edificio. L&#8217;isolante \u00e8 parciolarmente soggetto alle sollecitazioni igrotermiche, ma l&#8217;EPS \u00e8, da questo punto di vista, uno dei materiali pi\u00f9 qualificati e molto spesso l&#8217;unica scelta possibile. Il tipo pi\u00f9 comune di isolamento dall&#8217;esterno delle pareti verticali \u00e8 quello con intonaco sottile su isolante, comunemente detto &#8220;a cappotto&#8221; (classifica ISO n. 10). \u00c8 essenzialmente costituito da lastre di EPS applicate alla superficie esterna e rivestite con un intonaco di appropriate caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;EPS \u00e8 generalmente di 20 Kg\/m3 a ritardata propagazione di fiamma, esclusivamente in lastre da m 0,5 x 1, tagliate da blocco o stampate con tolleranze pi\u00f9 strette di quelle correnti; il blocco al momento del taglio deve avere una stagionatura di 6-8 settimane, al fine di minimizzare eventuali ritiri dopo l&#8217;applicazione. Le lastre vengono fissate alla muratura con apposite malte o con accorgimenti meccanici (se l&#8217;intonaco preesistente \u00e8 in cattive condizioni). La finitura esterna \u00e8 costituita da un primo strato di malta (la stessa usata come adesivo), rinforzata con una rete di fibre di vetro rese alcali-resistenti con un apposito appretto, ed un secondo strato di intonaco plastico di finitura. Quest&#8217;ultimo deve essere preferibilmente di colore chiaro, per diminuire l&#8217;assorbimento di calore radiante, deve essere resistente alla luce, elastico, idrorepellente per impedire l&#8217;infiltrazione della pioggia battente e nel contempo di bassa resistenza al passaggio del vapore proveniente dall&#8217;interno. L&#8217;esperienza pi\u00f9 che ventennale di questa tecnologia assicura una buona e duratura riuscita se tutti i componenti sono accuratamente scelti e copatibili fra di loro e l&#8217;applicazione \u00e8 fatta da persone specializzate.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">Una garanzia \u00e8 offerta dalle ditte che forniscono sistemi conformi alle apposite Direttive emanate dall&#8217;EOTA; le relative dichiarazioni di conformit\u00e0 (Agr\u00e9ments) sono rilasciate in Italia dall&#8217;ITC, Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel caso di impiego di isolamento a cappotto nelle costruzioni nuove, oltre ai benefici fisici dell&#8217;isolamento dall&#8217;esterno, quando questo sistema \u00e8 gi\u00e0 previsto in fase di progettazione, si possono avere importanti benefici economici, non soltanto perch\u00e8 i patricolari (spigoli, aperture, cornici, ecc.) possono essere risolti nel modo pi\u00f9 conveniente, ma soprattutto perch\u00e8 il tamponamento pu\u00f2 essere semplice e, con una struttura portante dimensionata in corrispondenza; a pari dimensioni esterne, si ha una superficie interna utile maggiore, con un aumento di valore del fabbricato che pu\u00f2 essere cospicuo. L&#8217;applicazione dell&#8217;isolamento a cappotto agli edifici esistenti pu\u00f2 creare qualche problema o maggior costo per risolvere adeguatamente i punti singolari, ma in generale resta sempre l&#8217;intervento pi\u00f9 semplice ed economico, specialmente quando un intervento di ripristino della facciata \u00e8 comunque richiesto per motivi di manutenzione strordinaria. L&#8217;efficace isolamento dei ponti termici fa s\u00ec che il livello globale di isolamento richiesto per l&#8217;edificio possa essere raggiunto con spessori di EPS minori che con altri sistemi. Si consiglia comunque di non scendere sotto i 40 mm. Il sistema di isolamento a cappotto delle facciate non contribuisce, come hanno dimostrato prove di esperienze pratiche, alla diffusione di un eventuale incendio; i sistemi certificati adottano tuttavia i tipi RF di EPS. Un sistema di isolamento dall&#8217;esterno meno usato in Italia, anche perch\u00e8 si discosta di pi\u00f9 dai nostri sistemi tradizionali di finitura, \u00e8 quello della cosiddetta &#8220;facciata ventilata&#8221;. In questo sistema l&#8217;EPS viene applicato al muro con fissaggi meccanici pi\u00f9 spesso che con collanti; sopra le lastre o inserita fra di esse \u00e8 fissata un&#8217;orditura in legno o metallica, alla quale a sua volta \u00e8 fissato il rivestimento in modo tale che fra esso e l&#8217;EPS si formi una camera d&#8217;aria di 2-5 cm, in comunicazione con l&#8217;esterno in basso e in alto, cos\u00ec da consentire una circolazione d&#8217;aria fra rivestimento e isolante. Ci\u00f2 \u00e8 molto utile per favorire la traspirazione dell&#8217;umidit\u00e0 interna; il sistema evita anche eccessivi riscaldamenti dovuti all&#8217;irraggiamento solare.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;EPS deve essere a ritardata propagazione di fiamma (RF) e l&#8217;intercapedine ventilata deve essere interrotta ogni 1-2 piani, perch\u00e8 non favorisca la propagazione verticale di un eventuale incendio. Il rivestimento esterno pu\u00f2 essere costituito da pannelli di legno, cemento fibrorinforzato, plastica, pietra naturale e artificale o metallo. Questi sistemi di isolamento sono generalmente proposti da industrie specializzate; quelli che comportano l&#8217;impiego di orditure o rivestimenti non autoestinguenti saranno in generale limitati ad abitazioni separate di 12 piani. Lo spessore dell&#8217;EPS prudenzialmente pu\u00f2 essere calcolato come se rivestimento e intercapedine non esistessero, si dovr\u00e0 tenere conto, eventualmente, della riduzione di isolamento rappresentata dalle parti di orditura intercalate all&#8217;isolante. Recentemente \u00e8 stato introdotto un nuovo sistema di isolamento dall&#8217;esterno delle pareti verticali, che riunisce alcune caratteristiche di entrambi i sistemi prima descritti. Esso \u00e8 infatti costituito da elementi di modeste dimensioni (generalmente meno di 0,4 m2), in cui gi\u00e0 in fabbrica alla lastra di EPS viene unito un rivestimento (cementizio, plastico, metallico); secondo la natura di quest&#8217;ultimo (tarspirante o non), i due componenti sono a contatto continuo, oppure si attua fra i due una microventilazione. Il fissaggio alla parete \u00e8 di tipo meccanico, con profilati e tasselli ad espansione. Una apposita direttiva definisce prestazioni e metodi di prova di questi sistemi, il cui vantaggio principale \u00e8 da vedere nella affidabilit\u00e0 dei materiali e del loro assemblaggio, perch\u00e8 prodotti in fabbrica in conformit\u00e0 alla normativa, e nella facilit\u00e0 di messa in opera, che non richiede maestranze particolarmente specializzate, n\u00e9 soffre di limitazioni per condizioni ambientali particolari all&#8217;atto della posa.<\/p>\n\n\n\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DELLE PARETI VERTICALI DALL&#8217;INTERNO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;isolamento dall&#8217;interno delle pareti verticali \u00e8 preso in considerazione soprattutto in caso di interventi sull&#8217;esistente, ma anche nel caso di locali ad occupazione saltuaria, in cui interessa ridurre l&#8217;interzia termica per ottenere un rapido riscaldamento dell&#8217;ambiente. L&#8217;applicazione di lastre di EPS a vista sulle superfici interne verticali non \u00e8 generalmente possibile, per la loro insufficiente resistenza superficiale. Devono pertanto essere dotate di un rivestimento di opportuna rigidit\u00e0 (compensati, perlinature, truciolari, ceramica, fibro-cemento, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">La soluzione pi\u00f9 nota e diffusa \u00e8 tuttavia costituita dal pannello bistrato, formato da una lastra di EPS accoppiata ad una lastra di cartongesso. I pannelli bistrato hanno di solito una larghezza di 1,20 m e una lunghezza fino a 3,60 m, cos\u00ec da coprire l&#8217;altezza di piano con un solo pannello. Il cartongesso ha uno spessore di 9-10 mm oppure 13-15 mm, quando si richiedano resistenze particolari.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;EPS \u00e8 generalmente del tipo 1, eventualmente RF. Sono disponibili anche pannelli che incorporano una barriera vapore; \u00e8 infatti da tenere presente che l&#8217;isolamento dall&#8217;interno pu\u00f2 alterare in senso sfavorevole l&#8217;equilibrio termoirgrometrico della parete; la probabilit\u00e0 che in conseguenza si generino condensazioni di umidit\u00e0 all&#8217;interno della parete va quindi verificata (p.es. con il metodo di Glaser) e, se necessario, ovviata con l&#8217;inserzione della barriera vapore nella stratificazione. I pannelli vengono fissati alla parete con apposite malte e i giunti vengono sigillati e caarteggiati e la parete \u00e8 cos\u00ec pronta per ricevere la finitura (pitturazione, tappezzeria, ecc.). Se la parete \u00e8 irregolare o ammalorata, pu\u00f2 essere conveniente applicarvi una leggera orditura di legno o metallica, sulla quale fissare i pannelli. In generale comunque si tratta di un metodo di isolamento di applicazione rapida e pulita, oltre che economica.<\/p>\n\n\n\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO IN INTERCAPEDINE DELLE PARETI VERTICALI<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;applicazione di uno strato isolante nelle intercapedini delle pareti esterne \u00e8 la tecnica pi\u00f9 diffusa nelle costruzioni degli ultimi decenni, soprattutto in quelle ad ossatura portante in cemento armato e doppio tamponamento in mattoni forati. L&#8217;intercapedine pu\u00f2 essere riempita completamente, oppure pu\u00f2 essere mantenuta anche con una lama d&#8217;aria, che eventualmente pu\u00f2 essere ventilata.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;isolante \u00e8 apparentemente bene protetto; in realt\u00e0 il parametro esterno, specialmente nelle costruzioni ad ossatura portante, crea spesso problemi di infiltrazione d&#8217;acqua. L&#8217;impiego di EPS come isolante, dato il suo carattere non igrofilo, \u00e8 quello che crea meno preoccupazioni per il controllo di queste infiltrazioni, come pure delle eventuali condense di origine interna. Molto pratiche sono le lastre ad altezza di piano, battentate sui lati lunghi, la cui posa \u00e8 particolarmente celere. Generalmente l&#8217;applicazione si effettua sulla superficie interna del paramento esterno. L&#8217;ancoraggio reciproco dei due paramenti non va effettuato con attraversamenti di mattoni, ma con tiranti in acciaio inox da 3-4 mm di diametro. Negli edifici esistenti questo tipo di isolamento pu\u00f2 essere realizzato insufflando nell&#8217;intercapedine perle sciolte di EPS, oppure l&#8217;intercapedine pu\u00f2 essere espressamente realizzata innalzando un parametro interno dopo l&#8217;applicazione dell&#8217;EPS alla parete; ci\u00f2 comporta ovviamente una certa riduzione dello spazio interno. Nelle costruzioni a struttura portante indipendente, l&#8217;isolamento limitato all&#8217;intercapedine del tamponamento, lascia non isolati pilastri e corree interpiano, con la formazione conseguente di numerosi e importanti ponti termici, che a loro volta provocano all&#8217;interno condense, muffe, macchie e altri degradi.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">Esistono vari accorgimenti per ovviare a questi inconvenienti. La caratteristica dell&#8217;EPS di essere rigido, di forma ben definita e, se necessario, facilmente riducibile alle dimensioni volute, lo rende il coibente pi\u00f9 pratico per realizzare questo tipo di isolamento. Attenzione va posta anche ai collegamenti fra i paramenti e lo scheletro, per controllarne i movimenti relativi. Nelle costruzioni minori \u00e8 peraltro raccomandabile prendere in considerazione il sistema a paramento interno portante, che non presenta questi problemi. Nell&#8217;isolamento in intercapedine \u00e8 sempre opportuno verificare il comportamento igrometrico mediante il diagramma di Glaser, per evitare la formazione di condense nel paramento esterno; se \u00e8 necessario, occorre inserire una barriera vapore fra paramento interno e EPS. Anche molti componenti di parete della fabbricazione pesante presentano isolamenti in intercapedine. Si tratta di eleemnti in cemento armato di grandi dimensioni, all&#8217;interno dei quali si trova la lastra di EPS, con la duplice funzione di alleggerimento e coibentazione; quest&#8217;ultima funzione richiede particolari accorgimenti per evitare i ponti termici. Si possono assimilare a componenti con isolamento in intercapedine anche i pannelli sandwich impiegati come tamponamento nei sistemi di prefabbricazione leggera; essi sono formati da una lastra di EPS rivestita su entrambe le facce con lastre di materiali diversi, ad essa incollati. Poich\u00e8 in questo caso l&#8217;EPS determina il comportamento meccanico del manufatto, \u00e8 necessario impiegare i tipi di massa volumica maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">Le lastre di EPS invece non sono collaboranti nelle costruzioni metalliche con pareti in lamiera grecata, fra le quali viene inserito l&#8217;EPS, che pu\u00f2 essere quindi di massa volumica inferiore. I tipi di RF sono, come sempre, da preferire. Per completezza si possono ricordare, fra i componenti con isolamento in intercapedine, anche i blocchi cavi con isolanti inseriti. Si tratta di blocchi prefabbricati in calcestruzzo o laterizio con alcuni vani predisposti per ricevere una piccola lastra di EPS (generalmente nelle cavit\u00e0 pi\u00f9 esterne). In alcuni tipi le lastre di EPS devono essere inserite all&#8217;atto della posa, mentre altri tipi portano le lastre coibenti gi\u00e0 inserite.<\/p>\n\n\n\n<h3 style=\"font-size:24px\"><strong>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DI PAVIMENTI E SOFFITTI<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p style=\"font-size:19px\">L&#8217;isolamento dei solai non abitabili \u00e8 uno degli interventi sull&#8217;esistente pi\u00f9 facili e pi\u00f9 convenienti come rapporto fra costo e prestazione, specialmente nelle costruzioni basse, in cui una frazione considerevole di calore interno si disperde attraverso il solaio sopra l&#8217;ultimo piano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;EPS NELL&#8217;ISOLAMENTO DEI TETTI A FALDE<\/p>\n<p style=\"font-size:19px\">Il tetto a falde \u00e8 caratterizzato, nella massima parte dei casi, da una copertura costituita da elementi di piccole o medie dimensioni, comunemente designata come &#8220;copertura discontinua&#8221;.<br \/>Con questo termine si 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